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Linux: tutti pazzi per Tux

Linux

Nuove elucubrazioni su Linux e il gaming.

Sei lì a spulciare notizie su google reader quando ad un certo punto ti salta agli occhi la notizia di un nuova piattaforma di digital delivery che sta per sbarcare su linux.

Prima reazione: “e vai una nuova opportunità per giocare su Linux, finalmente le cose stanno cambiando era ora!!!”

Seconda reazione a mente un po più calma: “minchia un’altra ?”

Tutti pazzi per Tux quindi, sarà che Linux comincia ad essere più attrattivo per questi mercati grazie anche allo sviluppo dei driver sia proprietari che open degli ultimi anni, sarà per lo store di Microsoft anche se, in verità, su Linux gli store, come Apple ci ha insegnato a chiamarli, esistono da tempo: diconsi “repository software”.

Fatto sta che nell’ultimo periodo sembra esserci una rincorsa da parte delle piattaforme di digital delivery a realizzare il porting dei loro client sul sistema operativo del pinguino.

e di che ti lamenti?!!   

Linux: Baby tux

Linux: Baby tux

Di niente, per carità; ho detto più volte su queste pagine che lo sbarco, se così si può chiamare, di queste realtà su Gnu-Linux (alcune open altre meno), tra Game Distribution di giochi indi e di tripla A, non può che essere un bene, non solo per lo sviluppo driver (sia open che proprietario) che va di pari passo al maggior interesse per Linux dal punto di vista videoludico, quanto semplicemente per la maggior scelta riservata all’utente che può scegliere tra diverse alternative. La cosa non è da sottovalutare sopratutto nel momento in cui altri attori del settore (che non dirò mai che si tratta di Sony) hanno un atteggiamento verso gli utenti Linux quantomeno ostile quindi ben vengano queste alternative.

Tornando a questa nuova piattaforma, il suo nome è IndieCity, e in un post al blog di riferimento  scrivono:

We’re really happy to announce that we’ll soon be opening IndieCity up to Linux systems, so we’re on the look-out for people with Linux games and applications who’d like to be a part of the launch line-up.

Quindi per chi fosse interessato, cercano beta tester per provare questa nuova piattaforma; nello store si trovano molti boardgame, qualche platform e i prezzi vanno da pochi centesimi di dollaro fino a qualche decina.

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Dietrologia Videoludica

Dietrologia Videoludica, come in parte dice anche il titolo stesso della trasmissione, vuole essere un podcast, di cadenza mensile o bisettimanale, che tratta di puntata in puntata un solo specifico tema dell’attualità del videogioco. Il programma vuole approcciarsi polemicamente, anche se non in modo aprioristico, a tutto campo  cercando di coinvolgere, di volta in volta, oltre ai conduttori fissi del programma, anche ospiti che siano in grado di accettare il confronto e il dibattito apertamente. Anche quando questo risulterà scomodo. In fine il programma vuole anche portare una riflessione sul modo in cui l’industria si approccia verso l’utenza e come l’utenza, specifica e sicuramente particolare, si approccia verso i prodotti dell’industria.

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